La torba è un deposito composto da resti vegetali sprofondati nell’acqua, i nostri giardinieri la usano nella creazione di aiuole e giardini, e questo lo sapevo, quello che non sapevo però è che brucia, e che il suo potere calorifico è superiore a quello della legna.

Da quelle parti c’era un giacimento di combustibile insomma, utile per scaldare l’acqua nelle filande di Iseo dell’ottocento.

E’ dalla sua massiccia escavazione che si è creato un ambiente naturale, estremamente interessante e, sotto certi aspetti, unico al mondo, che noi abbiamo voluto inserire nel calendario escursionistico del club.

La prima parte della visita ci ha visti in una sala attorno ad un proiettore. Fuori c’era un bel sole e le rane e i cigni, dentro gli sguardi rassegnati di studenti all’ultimo compito in classe, nell’ultimo giorno di scuola, con le altre classi che giocano a pallone in cortile. Ma la parte didattica, in questo caso, ci ha aiutato ad entrare nel mondo delle torbiere da una porta privilegiata.

Ci è servito anche per toccare con mano l’elemento principe della giornata, la torba, non tutti fanno il giardiniere.

Nella seconda parte della visita abbiamo seguito le due guide lungo un sentiero molto suggestivo, che si snodava tra due laghi di canneti e ninfee. Il sentiero, che ha messo ha dura prova l’abilità dei volontari nello spingere le carrozzine, finiva ad una postazione/osservatorio, luogo ideale per un ulteriore infarinatura nozionistica: lo sapevate che il cormorano prende in bocca un sasso per riuscire a pescare in profondità? e che è stata inserita nell’habitat naturale una specie di piccolo pesce che mangia le zanzare, liberandoci dal fastidioso insetto che prolifera nelle aree paludose? e che assieme alle zanzare però mangia anche i girini? a modificare certi equilibri naturali si rischia di far casino.

Inutile sottolineare che la giornata è finita al ristorante e, credetemi, non è un dettaglio.

Chiara, come sempre, pianifica queste uscite curando tutti i dettagli. In questi casi poi l’attenzione è d’obbligo essendo in un contesto naturalistico. Ma se è vero che il nostro passaggio mette a dura prova le strutture di accoglienza più moderne, è vero anche che spesso, alcuni accorgimenti che renderebbero la fruibilità di alcune strutture, da parte di persone disabili, meno impegnativa, vengono sottovalutati; Il sentiero meriterebbe di essere oggetto di una piccola manutenzione e l’apertura del bagno disabili, (presente solo nella struttura di accoglienza) almeno fino alla fine della visita, non dovrebbe essere una concessione eccezionale legata alla disponibilità di una dipendente.

Piccola finale nota polemica, per il resto giornata da incorniciare.

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