Una giornata di quelle in cui un piccolo pezzo di cuore non può non esser lasciato sul prato di Villa Araldi (tra l’altro ben rasato da Luca). Volti, sorrisi, rughe, parole, pagine che scivolano tra le dita di un libro ben scritto. Tutto a testimoniare mezzo secolo di storia. E se ne posson dire di cose successe in questi cinquant’anni; molte son state dette sabato su quel prato, o si possono leggere nel libro di Giovanni Quaresmini, filo conduttore della giornata, corredato da immagni impresse nella storia e specchio della nostra memoria.

C’era l’orgoglio di quello che è stato costruito, dalle opere in muratura ai servizi in esse contenuti. Dalle parole di conforto di fronte a disarmanti verità ai momenti di puro divertimento, gioia, serenità e intreccio di relazioni. Questo ed altro nelle parole del nostro presidente Michele De Tavonatti, che porta nei geni l’intraprendenza e la lungimiranza del padre Albino, protagonista e artefice dei primi anni di storia dell’associazione.
La splendida location di Villa Araldi e la bella giornata di sole (o quasi) non sono certamente i soli motivi per cui tante persone, sabato, si sono radunate per dimostrare il proprio affetto e amicizia all’associazione. Da parte nostra è stato un piccolo segno, una piccola dimostrazione di gratitudine, ben poco rispetto al grande lavoro fatto da tutti quanti, ma doveroso e, speriamo, gradito.
“Siamo in missione per conto di Dio” recitava Elwood Blues; senza scomodare le alte cariche dell’insondabile mistero, la missione dei volontari del Club mi ricorda molto L’eterogenea compagine di musicisti dei blues brothers, anarchici quel tanto che basta da non distinguere il proprio tempo libero da quello dedicato all’associazione. Sarò di parte ma volevo concludere strizzando l’occhio a loro e al finesettimana che, ancora, hanno dedicato al club e all’A.I.A.S. Brescia.

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